Un tributo al pistacchio (e a chi lo lavora bene)
Ci sono piatti che segnano un percorso e diventano parte del DNA di un locale. La tagliata al pistacchio de L'Horloge, a Catania, è esattamente questo: un punto fermo, talmente riuscito che la direzione ha deciso di rinominarla "Tagliata Pistacchissima" dopo la mia recensione di alcuni anni fa. Un gesto che apprezzo molto, perché conferma l'attenzione verso chi riconosce e valorizza il lavoro fatto bene.
L'assaggio: carne top, pistacchio protagonista
La base è solida: controfiletto di Angus Argentino di alta qualità, con una cottura perfetta che mantiene la succulenza interna senza bruciature esterne. Ma siamo qui per il pistacchio, e qui il discorso si fa interessante. Il pesto è preparato in casa e si distingue immediatamente per la sua cremosità: non è quella solita salsa verde acquosa o, peggio, untuosa che appesantisce il palato. È denso, avvolgente, con un sapore di pistacchio intenso e naturale.
Si sente chiaramente l'altissima percentuale di pistacchio: il gusto è pieno, rotondo, senza retrogusti che spesso rovinano le preparazioni "verdi". La consistenza è setosa, si amalgama perfettamente con la fibra della carne senza coprirne il sapore, ma anzi esaltandolo con una nota "dolce" e ricca. Le patate dolci fritte accanto offrono quel tocco di golosità e croccantezza extra.
Perché tornarci
L'Horloge si conferma uno dei miei ristoranti preferiti a Catania, non solo per la qualità generale della cucina, ma come tappa obbligata per chi cerca il vero pistacchio in un contesto gastronomico alto. Qui non si scherza: il pistacchio c'è, si sente ed è trattato con rispetto. Se cercate un'esperienza dove il "verde" non è solo colore ma sostanza, questa tagliata è ancora oggi un riferimento assoluto.





