Quando si parla di gelato al pistacchio da supermercato, il termometro segna spesso temperature polari: colori verde menta, sapori di marzapane e aromi artificiali che nulla hanno a che fare con l’oro verde. In questo scenario, Sammontana prova a cambiare le carte in tavola con un approccio diverso, puntando sulla sostanza più che sull’apparenza.
L’etichetta: trasparenza e percentuale
La prima cosa che salta all’occhio, o meglio, che rassicura leggendo la confezione, è l’assenza di quel verde innaturale che tanto ci fa storcere il naso. Il colore è ambrato, tipico di una materia prima lavorata con calore. La dichiarazione in etichetta parla chiaro: 10% di pistacchio. Non siamo ai livelli dell’artigianato puro, ma per un prodotto industriale di questa fascia è una percentuale decisamente rispettabile, che promette qualcosa di più del semplice "sapore di".
L’assaggio: tostatura spinta
Al primo cucchiaio, la sensazione è di un prodotto che sa di ciò che dichiara. Il pistacchio si sente: non è un’esplosione travolgente, ma è presente. Niente retrogusti chimici, niente dolcezza stucchevole da aroma sintetico. È un pistacchio vero.
La tostatura è molto spinta. Al palato, quella nota tipica della buccia tostata diventa quasi protagonista, arrivando a ricordare le note del caffè (si tratta ovviamente di un paragone esagerato, solo per rendere l'idea).
Il verdetto
È un gelato che raggiunge e supera la sufficienza nella sua categoria, distinguendosi per onestà degli ingredienti. Non è il top assoluto dell’intensità pistacchiosa, ma è decisamente buono rispetto alla media disastrosa del banco freezer dei supermercati. Se cercate un gelato al pistacchio vero, senza trucchi cromatici, e vi piace la nota tostata, Sammontana ha fatto un buon lavoro.





